Quanto costa una seduta?
Le tariffe variano in base al tipo di percorso — psicoterapia individuale, di coppia, valutazioni. Per conoscere i costi aggiornati è possibile contattare direttamente il centro.
Come faccio a capire se ho bisogno di aiuto?
Non esiste una soglia oltre la quale si "ha diritto" di chiedere aiuto. Un criterio pratico: se una difficoltà occupa stabilmente i pensieri, incide su come si dorme, si lavora o si sta con gli altri, e non si è risolta da sola, parlarne ha senso. Non serve avere una diagnosi: il primo colloquio serve proprio a mettere ordine.
Non credo molto nella psicologia. Ha davvero senso?
È una posizione legittima, e ci confrontiamo spesso con questo dubbio. Vale la pena distinguere lo scetticismo verso un'idea vaga di "psicologia" dai dati su cosa la psicoterapia produce concretamente. La sua efficacia è tra le più studiate in ambito clinico: le ricerche disponibili indicano che, al termine di un percorso, una persona sta mediamente meglio di circa l'ottanta per cento di chi non lo ha intrapreso, con risultati paragonabili — e a volte superiori, con meno effetti collaterali — a quelli di molti trattamenti medici e farmacologici per disturbi come ansia e depressione. Il miglioramento tende inoltre a mantenersi nel tempo, anche dopo la conclusione.
Questo non significa che funzioni sempre o per chiunque allo stesso modo: l'efficacia dipende dal tipo di difficoltà, dall'approccio scelto e — è ciò che la ricerca indica come fattore decisivo — dalla qualità della relazione con il terapeuta. Per questo nel nostro centro utilizziamo metodi la cui efficacia è documentata e partiamo sempre da una valutazione, invece di applicare una tecnica a prescindere. Se ha dei dubbi, il primo colloquio è anche il momento per porli apertamente.
Cosa succede nel primo colloquio?
È un incontro conoscitivo. La persona racconta cosa la porta qui; noi facciamo domande per capire il quadro. Alla fine indichiamo cosa ci sembra utile: se un percorso ha senso, di che tipo, con quale professionista.
Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?
Lo psicologo è laureato in psicologia, abilitato e iscritto all'albo: effettua colloqui, valutazioni e sostegno. Lo psicoterapeuta ha completato una scuola di specializzazione quadriennale e può condurre percorsi di psicoterapia. Lo psichiatra è un medico ed è l'unico che può prescrivere farmaci.
Quanto dura un percorso?
Dipende dalla situazione. Alcuni percorsi mirati si concludono in pochi mesi; situazioni più complesse richiedono più tempo. Lavoriamo secondo un modello a intensità crescente (stepped care): si parte dall'intervento più mirato e si sale solo se serve. Dopo i primi incontri forniamo un'ipotesi esplicita di obiettivi e tempi, che rivediamo insieme.
Fate sedute online?
Sì. Riceviamo in presenza a Lecco e online su piattaforma sicura. Le sedute online sono utili per chi vive lontano o ha difficoltà a spostarsi; per molte difficoltà l'efficacia è paragonabile a quella in presenza. In alcune situazioni la presenza resta preferibile: se ne parla nel primo colloquio.
Quanto si aspetta per un primo appuntamento?
Cerchiamo di rispondere alle richieste in tempi brevi: dal contatto tramite messaggio o email passano in genere dai due ai quattro giorni lavorativi. Se la situazione è urgente, è utile segnalarlo fin dal primo contatto.
Le sedute sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale?
No, il centro opera in regime privato. Esistono misure pubbliche di sostegno economico per le spese psicologiche, i cui requisiti cambiano di anno in anno: conviene verificarne lo stato sui canali ufficiali.
Posso detrarre le spese dalla dichiarazione dei redditi?
Le prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili, senza necessità di prescrizione medica. Rilasciamo regolare fattura. Le spese vanno di norma pagate con strumenti tracciabili. Per il caso specifico conviene sentire il commercialista.
Quello che dico resta riservato?
Sì. Tutti i professionisti sono vincolati al segreto professionale. Esistono limiti di legge molto circoscritti, che vengono spiegati all'inizio, e situazioni — come i percorsi disposti dall'autorità giudiziaria — in cui il quadro è diverso e viene illustrato prima di cominciare. Il coinvolgimento di altri servizi avviene sempre con il consenso della persona.
Mio figlio non vuole venire: cosa posso fare?
È una situazione frequente, soprattutto con gli adolescenti. La cosa più utile è che i genitori vengano per primi, anche da soli: un percorso di consulenza genitoriale permette di capire come muoversi, e spesso è ciò che col tempo rende possibile il coinvolgimento del ragazzo. Forzare non funziona quasi mai; aspettare senza far nulla, nemmeno.
Con quale professionista lavorerò?
Dopo il primo colloquio l'équipe individua la professionista più adatta, in base all'area di competenza e alla disponibilità. Se lungo il percorso emerge che un'altra impostazione sarebbe più utile, se ne parla apertamente.
Il centro è accessibile a chi ha difficoltà motorie?
Sì, la sede di via Tito Speri 9 è accessibile.