Un approccio psicoterapeutico per il trattamento delle conseguenze psicologiche di eventi traumatici.
È un approccio psicoterapeutico sviluppato alla fine degli anni Ottanta per il trattamento delle conseguenze psicologiche di eventi traumatici. L'Organizzazione Mondiale della Sanità lo indica tra i trattamenti raccomandati per il disturbo post-traumatico da stress in bambini, adolescenti e adulti. In Italia è riconosciuto dal Ministero della Salute come pratica evidence-based.
Di norma, quando viviamo un'esperienza difficile, la mente la elabora: col tempo diventa un ricordo, doloroso magari, ma collocato nel passato. Certe esperienze però restano bloccate. Il ricordo continua a comportarsi come se stesse ancora accadendo: torna in immagini improvvise, riattiva le stesse emozioni e sensazioni fisiche di allora, si riaccende davanti a stimoli banali: un odore, un tono di voce, un luogo.
L'EMDR lavora su questo blocco. Attraverso una stimolazione bilaterale — movimenti oculari guidati, oppure tocchi o suoni alternati — accompagna il cervello a riprendere il processo di elaborazione che si era interrotto. Il ricordo non si cancella: cambia il modo in cui è immagazzinato. Resta accessibile, ma perde la carica emotiva che lo rendeva insopportabile. Diventa qualcosa che è accaduto, non qualcosa che continua ad accadere.
Un trattamento EMDR non consiste solo nelle sedute di elaborazione. Comprende diverse fasi:
Il numero di sedute varia molto. Un evento singolo in una persona con una storia altrimenti solida può richiedere poche sedute. Situazioni complesse o traumi ripetuti richiedono percorsi più lunghi, in cui l'EMDR è una delle componenti del lavoro terapeutico.
L'EMDR nasce per il trauma con la T maiuscola — incidenti, lutti improvvisi, aggressioni, calamità, diagnosi mediche gravi. Si è però mostrato utile anche per le esperienze che chiamiamo traumi con la t minuscola: episodi che presi singolarmente non sembrano gravi, ma che ripetuti nel tempo lasciano il segno. Nella pratica clinica viene impiegato in situazioni di:
L'EMDR è uno strumento, non una scorciatoia. Non è indicato per tutti né in ogni fase di un percorso, e la sua efficacia dipende da una valutazione clinica accurata fatta a monte. Nel nostro centro non partiamo mai dal metodo, ma dalla persona: nel primo colloquio valutiamo insieme se l'EMDR è appropriato, e in quale momento del percorso inserirlo.
Valuteremo insieme se l'EMDR è l'approccio adatto alla situazione.